di MASSIMO GIANNINI
CONSOB-Ligresti-5/8/2012. “Una brutta pagina di storia per il capitalismo italiano”. Al piano nobile della sede di Piazza Verdi della Consob (il quinto, dove “alloggiano” il presidente Giuseppe Vegas e l’intero board della Commissione) si respira un’aria pesante. Lo scandalo Ligresti è molto più che “degradante”, come lo definiscono eufemisticamente i garantisti a contratto della scandaleide berlusconiana. È invece potenzialmente devastante, per quel poco che resta del Salotto Buono che fu, ai tempi del Grande Vecchio Enrico Cuccia.
La bancarotta dell’impero di Don Salvatore, che attraversa gli ultimi quattro anni della parabola declinista dell’asfittica e autoreferenziale finanza tricolore, sta travolgendo i già precari equilibri della Galassia del Nord. Chiama pesantemente in causa Mediobanca (e di riflesso Generali e tutti i “satelliti” del sistema) che è ormai nel mirino delle indagini di Vigilanza e delle inchieste giudiziarie. Nasconde una guerra di potere feroce, che si combatte dal 2009.
(L’articolo inegrale su Repubblica in edicola e su Repubblica+)





