L’eredità politica dei Giochi – LASTAMPA.it

BILL EMMOTT

Dovremmo probabilmente ringraziare Mitt Romney. Prima che il candidato repubblicano alla Casa Bianca arrivasse a Londra e commettesse l’errore di dubitare pubblicamente della preparazione britannica per le Olimpiadi, e ancora peggio, di quanto davvero ci piacesse l’idea dei Giochi, eravamo in effetti un po’ scontrosi e un po’ apatici sull’argomento. Ma da allora l’evento è diventato un grande festival patriottico, un simbolo di unità in una terra di solito litigiosa.

È una reazione comune: la maggior parte dei Paesi sono felici quando possono criticarsi, ma sono molto meno contenti quando a farlo sono gli stranieri. E probabilmente Mitt Romney non ne aveva neppure l’intenzione. Ma adesso, proprio nel mezzo di questi Giochi, la questione è ancora delicata, e non poco sorprendente. L’evento sta raccogliendo un grande successo tra la gente, non soltanto nel mondo ma anche a casa, provocando un sentimento nazionalistico piuttosto straordinario.

Un esempio è la Bbc, che noi britannici con orgoglio e patriottismo tendiamo a considerare la migliore televisione delmondo,ma anche quella con la mentalità più internazionale.

Eppure, almeno sui canali nazionali, la Bbc sta seguendo i Giochi come se vi partecipasse un paese solo: la Gran Bretagna. Ogni giorno i titoli di testa sono per i più recenti successi della squadra inglese, il «TeamGB» come la chiamano. Gli altri 203 paesi sono a malapena menzionati, non importa quanti record i loro atleti e le loro atlete possano battere.

uesto è stato in parte il riflesso di una partenza lenta: ci sono voluti diversi giorni prima che la squadra inglese vincesse la prima medaglia d’oro. Ma rispecchia anche un grande investimento nazionale nello sport, come anche in altre forme di cultura, durante gli ultimi dieci – quindici anni, con mezzi finanziari innovativi: anziché impiegare i soldi dei contribuenti, che una volta erano la risorsa per sostenere lo sport, la maggior parte dei fondi è stata raccolta dalla Lotteria Nazionale, gestita privatamente, e da altri sponsor privati.

Quindi proprio come la Tate Modern, che dalla sua apertura nel 2000 è diventata la galleria d’arte contemporanea più di successo del mondo, grazie principalmente alle donazioni private, la Gran Bretagna ha improvvisamente iniziato a raccogliere risultati eccezionali alle Olimpiadi per la stessa ragione.

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