L’assessore Porchietto: la Regione rilancerà i vecchi mestieri
ALESSANDRO MONDO
Negli anni scorsi sembravano roba da antiquariato. Ora tornano d’attualità, al punto che la Regione, e non solo, vuole scommetterci.
Sono gli antichi mestieri, ovvero l’insieme delle attività che – snobbate e sacrificate sull’altare di lauree e specializzazioni sempre più sofisticate – si stanno prendendo la rivincita. Restauratori, ebanisti, panificatori, pasticceri, idraulici, decoratori, riparatori di elettrodomestici… Non ultimi, i restauratori di auto d’epoca (dai battilastra ai motoristi): un mercato fiorente in Piemonte.
Di laureati a spasso è pieno il mondo. In compenso, le imprese cercano, sovente senza successo, chi ha dimestichezza con lavori “umili” nella percezione collettiva ma preziosi nella sostanza. Non a caso, l’assessorato al Lavoro e alla Formazione professionale ha preparato un progetto per proporli come efficace alternativa ai giovani.
A fare la differenza è la recessione che riorienta in maniera brutale aspettative e vocazioni. Il senso di “Piemonte per i mestieri”, progetto promosso dalla Regione con l’Istituto Europeo di Design di Torino, si riassume in questa considerazione. Come spiega Claudia Porchietto, l’assessore di riferimento, la premessa è stata il concorso di idee rivolto agli studenti del Master in marketing e comunicazione che, suddivisi in quattro gruppi, hanno elaborato piani sul fronte comunicativo. Porchietto ha individuato i due migliori, da settembre si lavorerà per renderli operativi. Obiettivo: «Coinvolgere in prima persona i giovani piemontesi, rendendoli partecipi e attivi nella scelta del lavoro. In particolare, la “mission” affidata ai giovani dello Ied consisteva nel trovare modalità per comunicare l’importanza della riscoperta degli antichi mestieri».
Come? Promuovendoli, cioè portando nelle maggiori piazze del Piemonte laboratori all’aperto, in collaborazione con le associazioni datoriali, per far conoscere da vicino attività impropriamente considerate “di serie B”. Il tutto corredato da un sito Internet, banner, volantinaggio, affissioni, bus itinerante, e una serie di conferenze stampa.
Gli altri due fronti saranno corsi di formazione dedicati e una figura professionale inedita, il “coach dell’orientamento”, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta colmando il “gap” tra giovani e mondo del lavoro. Partner del progetto saranno le scuole, la Regione, le Province, i capoluoghi e le università. I “coach” potranno essere selezionati tra i laureati che seguiranno un tirocinio formativo specifico di tre mesi: orienteranno i ragazzi dopo la scuola dell’obbligo verso percorsi formativi finalizzati a mestieri per i quali c’è ampia offerta.
Particolarmente interessante, nel quadro dei corsi di formazione, la disponibilità offerta da Slow Food nella persona di Carlin Petrini. «Ma la collaborazione interesserà anche le associazioni degli artigiani – spiega Porchietto -: con un occhio di riguardo, per le tecnologie di cui dispone, al Centro per la Conservazione e il Restauro di Venaria Reale. Naturalmente lavoreremo anche sulle componenti elettriche ed elettromeccaniche».
Il progetto decollerà a ottobre. I tempi sono quelli che sono, ormai è il lavoro a scegliere l’individuo: ragione in più per proporsi dove c’è richiesta.
via La Stampa – A scuola per diventare idraulici e restauratori.






