Senza Rete non si può più – Europa

Adesso abbiamo altre priorità, pare, ma la prossima sarà una campagna elettorale digitale assai. O almeno così promette, visti i numeri crescenti dell’utilizzo della rete, e non più solo tra le giovani generazioni, e la diffusione degli smartphone, che avrà un impatto tutt’altro che trascurabile sulle strategie comunicative di partiti, movimenti e candidati. Si potrebbe banalizzare: è stato Grillo a imprimere una accelerazione a questa tendenza, imponendo temi e modalità di comunicazione che, fino a qualche mese fa, erano appannaggio di pochi.

Ma così non è: primo, perché il Movimento 5 stelle sta dentro questo movimento, non ne è all’origine. Semmai è stato il più rapido a mettere a tema una esigenza diffusa di disintermediazione e di scambio attraverso la rete, e a crearci sopra una identità. Secondo, perché è vero che sul web si scontano ritardi e gap culturali e tecnologici, ma altrettanto si contano professionalità, talenti e un environment più pronto e permeabile. Così, se si esce dal gioco degli specchi, si riesce ad apprezzare meglio una competition che è virtuosa, non solo e non tanto per i leader e i candidati, ma più in generale per i cittadini digitali che siamo diventati, ragion per cui ben vengano esperimenti come quello voluto dal partito democratico e YouDem che hanno invitato un gruppetto di giornalisti e blogger (full disclosure: sono stato del mazzo ieri) a conversare sui temi della attualità con il segretario Pier Luigi Bersani.

La prima volta che si è fatto in Italia sulla piattaforma di Google+ (modello americano, ovviamente, come insegnano le chat che, di tanto in tanto, Barack Obama intrattiene su Twitter, Facebook, YouTube).

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