Liberalizzazioni: è vera svolta? È questo l’interrogativo di fondo posto dal decimo Rapporto di Società Libera sul processo di liberalizzazione. Per sottolineare il ruolo, che in questi anni ha svolto Società Libera nel contribuire ad attivare un processo ormai in letargo, nel volume si confrontano le misure del Governo con le posizioni e le indicazioni espresse nei rapporti precedenti.
La speranza delle liberalizzazioni è il primo contributo proposto, da cui emerge che anche una sostanziale volontà di liberalizzare si scontrerebbe con due “fardelli”, quello fiscale e quello procedurale. Sul primo è del tutto superfluo soffermarsi, essendo convinzione diffusa, e ormai condivisa, che esso sia tra i maggiori ostacoli allo stesso sviluppo economico. Sul fardello procedurale – numero, tempi e costi dei procedimenti richiesti dallo Stato nel ciclo di vita di un’impresa e, aggiungerei, di un cittadino – l’ampia documentazione e i raffronti internazionali malinconicamente segnalano, tra l’altro, che l’Italia per il grado di percezione della corruzione è al quart’ultimo posto tra i Paesi dell’Unione europea.
E qui è del tutto evidente la stretta correlazione tra la vischiosità procedurale e il livello di corruzione. Su questo terreno particolarmente convincente è il contributo di Ernesto Savona, che individua nella possibilità di combinare l’efficienza dei mercati con il contrasto alla criminalità organizzata attraverso un diverso impegno sulla prevenzione rispetto al tradizionale controllo penale. Siamo totalmente carenti sul versante del crime proofing della legislazione, cioè sull’attività diretta a identificare le opportunità criminali involontariamente prodotte dalla legislazione/regolazione.
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