Un Paese di spettatori – LASTAMPA.it

MARIO CALABRESI

Per due mesi, alla fine dell’anno scorso, tutti gli italiani sono stati perfettamente consapevoli dei rischi che correva il Paese, coscienti dei sacrifici necessari e pronti a fare la loro parte. Perfino i politici avevano fatto un passo indietro per senso di responsabilità (e per manifesta incapacità di gestire una situazione di emergenza), tanto che la sensazione per un momento sembrò di unità.

Oggi quella tensione è allentata, siamo distratti da problemi reali (il terremoto e la recessione) e dal risorgere di mille liti particolari: la consapevolezza del precipizio di fronte a noi sembra essere svanita. Anzi, la sensazione è che l’Italia si sia trasformata in un Paese di spettatori, che stanno alla finestra ad osservare una crisi della moneta, del debito e del sistema europeo che sembra non toccarli.

I discorsi che si ascoltano, dei cittadini comuni, dei politici, come di quei professori che fanno a gara a prendere le distanze dal governo e a sottolineare che lo hanno fatto per primi, sembrano mostrare una gran voglia di cambiare discorso, di occuparsi di altro, come se la Grecia, la Spagna e l’immenso debito che grava su di noi potessero essere rimossi solo perché si smette di parlarne.

Continua a leggere  Un Paese di spettatori – LASTAMPA.it.