Il Pdl ha i suoi “rottamatori”: primarie sì, veline e corrotti no – Italia – l’Unità

«Non siamo rottamatori, ma innovatori. Vogliamo riportare al centro i valori che hanno fondato il nostro partito». Nonostante la precisazione, gli autoconvocati che si sono dati appuntamento oggi a Bologna sono stati ribattezzati «i rottamatori del Pdl». Una ventina, tra consiglieri comunali, regionali e qualche assessore del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, con 200 supporter che sventolavano bandiere Tricolore in piazza Galvani, hanno urlato «fuori» ai ‘vecchi’ del partito, hanno chiesto maggiore trasparenza nella selezione dei candidati, hanno proposto le «primarie delle idee» da contrapporre a veline e corrotti. A sorpresa, nel corso dell’iniziativa, è arrivato un collegamento telefonico con Ignazio La Russa.

«Non è un problema anagrafico, ma di testa – ha spiegato l’organizzatore Galeazzo Bignami, consigliere comunale a Bologna per il Pdl -. I panni sporchi si lavano in casa, ma si stendono in piazza e di questo non ci vergognano. Il problema è tra chi vuole il cambiamento e chi non vuole il confronto». Il suo collega in Comune Marco Lisei ha aggiunto: «Stiamo sul territorio, non siamo mai stati pagati per fare volantinaggio e anzi qualcuno di noi ha pure fatto il mutuo per pagarsi la campagna elettorale. Vogliamo stare fuori dalle stanze buie, fuori dal Governo Monti. Sta finendo la Seconda Repubblica e noi stiamo a guardare le macerie raccolte da un comico… è assurdo». Per l’assessore al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, «le cose che diciamo sono scomode perché parlano al cuore della gente».

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